Nata nel 2005 dall’incontro di Raimon Panikkar con un gruppo di imprenditori, economisti e filantropi, la Arbor nasce dalla volontà creativa del nucleo fondatore con l’obiettivo di promuovere pratiche di dialogo tra culture, popoli e comunità.

La Arbor è un ente laico senza fini di lucro registrato nella Confederazione Svizzera, con sede a Lugano. La è regolata dallo statuto che ne definisce gli obiettivi e le attività.

L’Albero/Arbor voluto da Raimon Panikkar rappresenta il simbolo della vita nella sua forma primordiale, è generatore di legami vitali che traggono energia dal cosmo per restituirla alla terra attraverso i suoi frutti.

La Arbor coordina, finanzia e gestisce programmi finalizzati alla realizzazione dei principi statutari, in collaborazione con enti, organizzazioni e realtà che ne condividono gli obiettivi.
L’articolo 3 dello statuto delinea le seguenti aree di intervento:

1)Attività di carattere umanitario:
a. Ospedali, strutture sanitarie, strutture di accoglienza e di assistenza e cura di persone indigenti, maltrattate, malate o bisognose;
b. Scuola e centri di formazione;
c. Progetti di sviluppo delle basi di sostentamento, progetti di piccolo credito ecc.

 

2)  Attività di carattere culturale e interreligioso
a. Promuove, aiuta e sostiene il dialogo interreligioso e interculturale attraverso convegni, seminari, corsi e conferenze;
b. Concede aiuti a studenti o ricercatori che approfondiscono temi legati a religioni differenti dalla propria e quelli legati al dialogo interreligioso.

La Arbor si ispira al pensiero del filosofo e teologo Raimon Panikkar, di madre catalana e padre indiano.  A Dopo la sua morte avvenuta nel 2010, la prosegue l’opera    di diffusione del suo pensiero, cercando di operare mettendo in pratica l’esperienza trasformativa, insita nel movimento creativo tra pensiero e azione.

 

IL DIALOGO INTERCULTURALE E INTERRELIGIOSO
A Il dialogo oggi non è un lusso o una questione secondaria. I nostri attuali problemi di giustizia, ecologia, economia e pace richiedono una comprensione reciproca dei popoli del mondo, rendendo il dialogo tra culture e religioni inevitabile e indispensabile. L’ inter culturalità ha necessità dell’ intra culturalità, solo il dialogo tra dentro e fuori permette di camminare in un quotidiano cammino pacificato.  A È in questo movimento trinitario    che vive la Pace, e il Perdono diventa strumento indispensabile che apre all’incontro e non allo scontro. La religione diviene dunque un’esperienza e non un esperimento.

 

L’ECOSOFIA
L’ecosofia è la sapienza della terra, che ci apre all’arte dell’ascolto e all’esperienza  della “realtà cosmoteandrica“.

 

LA REALTA’ COSMOTEANDRICA
La Realtà cosmoteandrica è la relazione costitutiva della dimensione umana, divina e cosmica.  A Uomo Mondo Dio sono inseparabili.

 

LA MISTICA
L’essere umano, così come è politico, economico ( un essere pluralistico), è anche mistico, cioè capace di una dimensione di profondità dove la sua vera natura può fiorire e muovere la vera etica, che viene più dal cuore che dalla mente.

La Arbor si riconosce nella significativa ispirazione morale dei principi di M. K. Gandhi, padre dell’azione e del pensiero non violenti:

 

L’AHIMSA
La pratica della non-violenza è la pratica più nobile dell’uomo. Non è uno stato passivo di accettazione ma uno stato di amore attivo e propositivo. L’Ahimsa è un’arma estremamente potente di pace e la summa della virtù umana. La non-violenza può cambiare il mondo attraverso le persone che la praticano con coraggio e determinazione.

 

IL SATYAGRAHA
La verità non ha forma. Esistono tante immagini della verità quanti sono gli uomini. La verità è la più alta forma del divino e dovrebbe essere espressa nel pensiero, nell’azione e nella parola. La saggezza è fatta di verità. La forza della verità guida l’uomo alla giustizia.

 

L’ECONOMIA ETICA, SOLIDALE e L’ECONOMIA CIVILE
La separazione dei percorsi intrapresi da etica ed economia è fonte di ingiustizia e di conflitto. I limiti dell’economia, separata dalla pratica morale e dall’attenzione all’altro, sono superati da una visione che consideri l’uomo come soggetto e non come oggetto, unico vero obbiettivo della pratica economica intesa come strumento di giustizia e di realizzazione della bellezza umana. Reciprocità e fraternità si pongono come alternativa di amore alle forme di capitalismo individualista e di egoismo economico. Il concetto di bene comune prende il posto del profitto e dell’utile. Il desiderio di rendere possibile l’equilibrato accesso alle risorse a tutti i livelli, è fonte della ricerca di nuove forme di condivisione economica e di riorganizzazione finanziaria, attenta al coinvolgimento, alla partecipazione, alla collaborazione solidale e alla redistribuzione.

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